MATTEO CAENAZZO

Dotato di una natura sensibile quanto esplosiva, fino dalla primissima infanzia Matteo esprime, accanto a un’indole affettuosa e socievole, la necessità del raccoglimento in se stesso.
Negli anni dell’adolescenza, mentre si forma il suo carattere e si rafforza la sua personalità, si apre con curiosità a sempre nuove esperienze, continuando il suo incessante e intimo dialogo.
La sua inquietudine interiore, ma anche la sua energia e la sua solarità, si esprimono con un crescente eclettismo. I suoi disegni e dipinti, le foto, così gli scritti, come la sua vita, sono una moltitudine di colori, di segni, di variazioni, un’espressività a mille che esprime anche in famiglia e con i suoi innumerevoli amici.
Gli anni universitari, che lo portano ad approfondire lo studio di arte, musica, cinema e teatro, discipline alle quali aveva già iniziato ad interessarsi da adolescente, lo spingono a provare a cimentarsi con altre forme d’arte quali il video, la regia teatrale e la scrittura cinematografica, che emerge come suo più probabile futuro.
Nel gennaio 2009, mentre sta ultimando la stesura della sua tesi I set cinematografici nell’esempio della Friuli Venezia Giulia Film Commission, scrive un racconto intitolato Ho sognato la libertà nel quale, tra l’altro, afferma “…cosa posso dedurre da questi sfoghi? Io voglio scrivere nella mia vita, vorrei fosse il mio mestiere. Scrivere per il cinema, storie per il cinema…”.
L’ultima cosa che scrive è proprio una sceneggiatura ispirata a Carlo Goldoni, con la quale partecipa al Concorso “Premio Collio Cinema 2009”.
Matteo è stato vinto dalla leucemia il 28 giugno 2009, mentre stava per cogliere i frutti del suo studio e del suo lavoro.
Il 17 luglio, data del suo ventitreesimo compleanno, avrebbe discusso la sua tesi di laurea sul cinema. Lo stesso giorno il Rettore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia gli ha conferito la Laurea d’Onore in Tecniche Artistiche e dello Spettacolo. Di questi giorni anche la notizia del riconoscimento di giornalista-pubblicista, da parte dell’Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, per la sua attività giornalistica come inviato da Venezia per il NTWK.
Matteo non è più qui, ma vive in tutti noi che ne portiamo avanti, anche attraverso questo Premio, il pensiero, il lavoro e i suoi ideali.
La sua capacità di coltivare rapporti profondi, il suo amore per gli altri e la sua passione per la vita che, con tenacia e forza ma anche con spensieratezza e allegria, ha percorso pienamente, ci hanno donato di lui un indimenticabile ricordo.

Come dicono i suoi amici

...Matteo hai vissuto con coraggio e allegria, da guerriero ma col sorriso gentile…
…grazie Matteo per aver sempre condiviso le tue passioni ed averle portate avanti, indimenticabile l’affetto che hai sempre dimostrato verso i tuoi amici, nelle calli veneziane ci sarà sempre impregnata la tua memoria…
…con nei suoi occhi la scintilla della vita, della gioia, dell’entusiasmo che sempre l’ha accompagnato…
…ricordare Matteo sorridente e pieno di vita è ciò che mi viene più naturale e spontaneo fare…momenti di gioia e spensieratezza, ma anche di impegno e confronto…
…al tuo entusiasmo che coinvolgeva tutti quanti non appena ti appassionavi ad una “causa cinematografica”…
…la tua immensa voglia di fare, di partecipare, di stare…il tuo essere vivo…
… i nostri mille bacaro tour tu eri il capitano…
…sempre solare e curioso di scoprire quello che le giornate potevano offrirti…
…ti ricorderò sulle note di quel rock che faceva sorridere i tuoi occhi e ondeggiare i boccoli…
… l’esplosiva energia di Matteo e di come riusciva facilmente a trasmetterla…
…Matteo regista della vita…
…amicone di scorribande per sempre rimarrai dentro certe note musicali della mia chitarra, con l’anima e il cuore…
…è difficile immaginarlo in altre situazioni di cui Matteo non parlava o appena accennava…un mucchio di capelli arruffati…abbiamo riso così tanto…
…voglio ricordare queste cose belle del Matteo artista, del regista, dello scrittore, del fotografo e dell’appassionato di cinema e di musica e ancora del lavoratore e dell’”attore”, ma soprattutto voglio ricordare lo studente in Tecniche artistiche e dello spettacolo, ora dottore Matteo Caenazzo…
…quanto amore hai dato…avere un figlio, un amico come Matteo è stato e sarà una cosa stupenda…
…il tuo essere distratto, sereno, scocciato, vivo…
…mi dispiace non poter essere entrata un po’ di più in quello che era il magico mondo di Matteo…

Trieste, 28 agosto 2009